Rabbia
La rabbia è una delle malattie virali conosciute da più tempo ma continua ad essere una delle infezioni più pericolose per l’uomo e gli animali perchè è incurabile.
Sono soggetti al pericolo di contagio tutti gli animali a sangue caldo. I principali responsabili della trasmissione sono i carnivori selvatici, soprattutto le volpi, ma il virus è stato accertato anche nei pipistrelli. Animali infetti trasmettono il virus della rabbia tramite inoculazione, per lo più con un morso. Dalla sede di inoculo il virus prima infetta le fibre muscolari vicine, poi si diffonde tramite il sistema nervoso fino al cervello.
Il virus può penetrare nell’organismo anche attraverso altri tipi di trauma, come graffi e ferite aperte. Si deve pertanto sempre evitare di toccare a mani nude una volpe investita con l’auto o un qualsiasi altro animale selvatico o pipistrelli che sembrano particolarmente mansueti.
I sintomi della malattia
Prima che la malattia si manifesti si ha una fase di incubazione che dura fra 14 e 30 giorni, a volte anche più a lungo. La malattia presenta due sintomatologie:
- rabbia paralitica, con modifiche nel carattere, abbattimento, paura e ricerca di luoghi dove stare tranquilli;
- rabbia furiosa, con una fase di intensa agitazione: il cane diventa aggressivo, morde e attacca.
La malattia porta alla paralisi dei muscoli più diversi. Spesso il cane non riesce più ad ingoiare, perde saliva, non riesce più a bere e finisce con il soffocare quando la paralisi colpisce anche i muscoli preposti alla respirazione.
In Svizzera la rabbia è stata debellata ufficialmente dal 1999, per cui non ci sono pericoli per gli animali domestici. Nel mondo però ogni anno a causa della rabbia muoiono ancora 50'000 esseri umani e centinaia di migliaia di animali. I cani importati da paesi non indenni dalla rabbia possono essere portatori del virus e rappresentano quindi un grave pericolo per uomini ed animali in Svizzera.
L’unica protezione possibile contro la rabbia è la vaccinazione. Essa è obbligatoria per i cani che vengono portati in viaggio all’estero. Si informi presso il suo veterinario.



